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Più miopi con la scuola a distanza

Più miopi con la scuola a distanza

Più miopi con la scuola a distanza

Giovanna Chioini, giornalista di Internazionale 17 settembre 2021 

Un nuovo studio cinese pubblicato su Jama Ophthalmology si aggiunge alle ricerche che collegano la miopia nei bambini alle quarantene e ai lockdown, quando passano più ore in casa davanti a computer e telefonini.

Lindsey Tanner, dell’Associated Press, spiega che i ricercatori della Sun Yat-Sen university di Guangzhou, in Cina, hanno confrontato i dati degli esami oculistici effettuati a un anno di distanza su circa duemila bambini di seconda elementare (sei o sette anni).

Una metà era stata controllata alla fine del 2018 e poi un anno dopo. L’altra metà è stata visitata alla fine del 2019 e poi alla fine del 2020, dopo diversi mesi di scuola a distanza e di lockdown.

Prima della pandemia i livelli di miopia erano simili in entrambi i gruppi – circa il 7 per cento – ma sono aumentati di più nei gruppi ricontrollati alla fine del 2020. In terza elementare, circa il 20 per cento di quei bambini era miope rispetto al 13 per cento di un gruppo testato prima della pandemia.

Secondo gli oculisti, la tendenza potrebbe verificarsi in tutto il mondo. Lo studio non ha informazioni su quanto tempo i bambini di entrambi i gruppi trascorrano online o svolgano altre attività che potrebbero affaticare gli occhi, ma i ricercatori affermano che i risultati dello studio e quelli di studi precedenti “dovrebbero indurre i genitori, le scuole e le agenzie governative a riconoscere il potenziale valore di fornire ai bambini tempo per attività all’aperto e monitorare quante ore sono dedicate alla visione degli schermi da vicino”.

La miopia colpisce circa il 30 per cento della popolazione mondiale ed è in costante aumento negli ultimi venti anni.

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