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7 Buone pratiche per chi utilizza molto gli occhi da vicino

Premetto che dopo i 40 anni è  naturale che comincino a manifestarsi difficoltà a focalizzare gli oggetti a distanza ravvicinata: è un fenomeno fisiologico, che si chiama presbiopia e non deve preoccupare, però attenzione, può capitare che in condizioni particolari di stress visivo, questi disturbi insorgano anche prima di diventare adulti. 

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Tutti gli esercizi qui illustrati saranno inutili se non utilizzerete adeguati sistemi correttivi, che solo i vostri specialisti (oculista e ottico optometrista) sono in grado di indicarvi. Una scrupolosa visita oculistica, una attenta realizzazione di un buon occhiale, ottime lenti personalizzate per le vostre specifiche esigenze di utilizzo, sono il solo sistema che vi consentirà di utilizzare al meglio i vostri occhi con minor affaticamento e maggiore soddisfazione.

Dedicate 15 minuti ogni due ore al vostro benessere visivo!

1.- Seduti, a occhi chiusi, con la schiena ben diritta, immaginate che il vostro naso diventi una lunga matita con la quale disegnare un ampio cerchio, il più grande possibile, compiendo molto lentamente col capo tre giri in un senso e tre in senso inverso, senza mai forzare, soprattutto in caso di dolori cervicali. Inspirate quando ruotate il capo in alto ed espirate quando lo ruotate in basso, con un movimento dolce che scioglie le tensioni muscolari nel collo. 


2.- Sempre seduti e rilassati, contate mentalmente fino a tre poi battete le palpebre, ripetete 3 – 4 volte questa sequenza fino ad ottenere un certo ritmo di ammiccamenti. Respirate regolarmente in modo tranquillo e rilassato.


3.- Ancora seduti e rilassati, con la schiena ben diritta, aprite gli occhi e tenendo il capo immobile, muovete gli occhi immaginando di seguire, soltanto con lo sguardo, i tre cerchi disegnati in precedenza col naso-matita. Sempre tre volte in un senso e tre volte in senso inverso.


4.- Ancora seduti e rilassati, aprite gli occhi e allungate in avanti il braccio destro con in mano una matita, che ha la punta rivolta verso l’alto, all’altezza degli occhi. Fissate lo sguardo sulla punta della matita poi lentamente avvicinate la mano al volto, sempre mantenendo lo sguardo sulla punta della matita, fino a sentire i muscoli oculari affaticati (a quel punto dovreste anche avere gli occhi strabici), allontanate di nuovo la matita, sempre molto lentamente, fino alla completa estensione del braccio. Ripetete molto lentamente l’esercizio altre 4 – 5 volte.


5.- A questo punto alzatevi in piedi e stirate il corpo, ad occhi aperti, senza guardare niente in particolare, come se le cose che vi circondano fossero trasparenti. Ponete le mani sui fianchi, tenendo i piedi leggermente divaricati  ben saldi a terra e le ginocchia morbide, lentamente con  il bacino fate un movimento rotatorio verso destra facendo descrivere al vostro ombelico un cerchio via via sempre più largo poi, arrivati a descrivere il cerchio più ampio, cambiate verso di rotazione e continuate con cerchi sempre più piccoli fino a tornare alla posizione di partenza.


6.- In piedi, ponetevi davanti alla finestra e cercate di fissare per qualche minuto un punto in lontananza (la cima di un campanile, il profilo di una montagna, le foglie di un albero, un volo di uccelli, qualsiasi cosa si trovi fuori dalla finestra stessa) lasciando che la mente venga trascinata dallo sguardo uscendo anch’essa dalla finestra verso l’infinito. In questo esercizio la respirazione è libera, ma lenta e profonda.


7.- Tornate seduti, rilassatevi a occhi chiusi, fate alcuni respiri lenti e profondi, quindi fregate le mani fra di loro per riscaldarle poi, appoggiando i gomiti sul tavolo, portate le mani a coppa sul volto coprendo gli occhi per creare il buio completo, senza premere sulle palpebre. Mantenete almeno per qualche minuto, in modo che il calore delle mani aiuti a rilassare i muscoli del volto e degli occhi, attenuando i fastidiosi dolori alla fronte.

 

 

 

 

E adesso la pausa è finita, tornate al lavoro! E ricordate di posizionarvi sempre frontali davanti al video in modo che il naso sia al centro dello schermo.

Massimo Nardini – ottico contattologo